Oggi è l’8 marzo, è in occasione della Festa della donna vogliamo raccontarvi la storia di Francesca Caccini, prima donna compositrice italiana considerata tra coloro che contribuirono all’evolversi della musica barocca all’inizio del Seicento.

Figlia di Giulio Caccini, Francesca nasce a Firenze nel  1587.  Apprezzata per le sue doti musicali, divenne popolarmente nota con il diminutivo toscano di “Cecchina” e fu cantante, liutista e clavicembalista nel capoluogo toscano presso i Medici. A tredici anni si esibì in occasione del matrimonio di Maria dei Medici con Enrico IV re di Francia e ammirata per la sua bellissima voce venne richiesta alla corte del re.

Francesca non era soltanto cantante ma scriveva poesie in latino ed in volgare, parlava diverse lingue straniere e suonava il clavicembalo ed il clarinetto. La sua attività come compositrice inizia all’età di diciotto anni, componendo ballate, madrigali e melodrammi che ebbero tanto successo ma, come per tante altre, nel momento della sua dipartita finirono per essere dimenticate.

Ai giorni nostri sono arrivate solo una parte delle sue opere, tra cui Il primo libro delle musiche a una e due voci e l’opera-balletto La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina, su libretto di Ferdinando Saracinelli, tratto da un episodio dell’Orlando furioso di Ludovico AriostoDegne di nota sono anche le sue arie Dove io credea  e Ch’io sia fidele.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *